90°minuto

  

Qui Tonino Carino da Ascoli...

 

La mia generazione, pre-televisiva per intenderci, è cresciuta sulle onde di Tutto il calcio minuto per minuto. Un audiolibro, più che un programma radiofonico in cui i commentatori descrivevano dai vari campi le gesta dei calciatori. Le immagini alla tivù erano poche ed essenziali e le dirette delle partite erano fantascienza. Ed ecco, quindi, che tutti si procuravano una radiolina con cui al calcio di inizio sintonizzarsi e "immaginarsi" di essere sugli spalti a tifare per la propria squadra. Alla sera, poi, per tutto il popolo sportivo l'appuntamento era obbligato: 90° minuto. Nessuno voleva perderselo, era il momento in cui i calciatori descritti da quelle voci pomeridiane prendevano forma e si materializzavano sul video. Tonino Carino da Ascoli faceva parte di tutto questo, insieme ai suoi colleghi, e descriveva con parole colorite questa o quella partita. Le immagini erano poche e la bravura di chi le commentava era tutto. Era un calcio diverso, quello attuale ci mostra tutto, talvolta anche le parole che i calciatori si scambiano in campo, il calcio di 90° minuto mostrava invece solo azioni salienti, goal e la visione dei propri beniamini con indosso la maglia della squadra del cuore. Ripensando a quel periodo, ripenso anche a dove allora giocava il Livorno. In campetti di provincia impresentabili. Credo che nessuno potesse immaginarsi dove il Livorno sarebbe arrivato alcuni anni dopo. Eppure quel purgatorio calcistico di allora nelle serie minori portava con sé tanto, tanto entusiasmo; memorabili alcune trasferte con migliaia di livornesi alla ricerca dei minuscoli campi sportivi spelacchiati e sabbiosi. Quell'entusiasmo intorno al Livorno non c'è più, tutto il calcio del resto sta vivendo un momento particolare. Ora tante, troppe immagini, sembrano aver soffocato la voglia di assistere alle partite dagli spalti, quella voglia che era soprattutto sentirsi tutti insieme a tifare per gli stessi colori.